Le ore sospese.

4 set

L’altro giorno sono tornati i miei vicini di casa dalle ferie. Loro stanno sempre via 3 o 4 mesi, perchè hanno la casa al mare.

Io ero in giardino, e li sentivo armeggiare in cucina…con gli sportelli, i fornelli, le cose che bisognava prendere, le pulizie che erano da fare e le cose da mettere a punto adesso che son tornati.

Mi è tornato in mente quando tornavo dalle ferie con la mia famiglia. Ormai saranno passati 8  anni. Noi non stavamo via tre mesi, ma al massimo quindici giorni. Partivamo in macchina, stracarichi, di notte per evitare la fila in autostrada. Arrivavamo dovunque in macchina, perchè mio papà non prende l’aereo e  mal sopporta la nave. Mi ricordo che mi sentivo grande, perchè era notte ed io ero sveglia.

Ma è la sensazione che provavo quando tornavamo a casa ad essermi tornata in mente. Quando rientri e trovi tutto buoio, fermo e vuoto. Immobile e inanimato, quasi perfetto, perchè per quindici giorni non è stato vissuto da nessuno, se non da mia nonna che andava ad innaffiare i fiori. Generalmente tornavamo nel tardo pomeriggio o in prima serata.

E tutto era sospeso. Era come se la casa dovesse riabituarsi alla nostra presenza. Ed io stavo seduta sul divano ad aspettare e guardarmi intorno. Le ore che ci separavano da quando eravamo tornate al giorno dopo, dove tutto sarebbe tornato normale, erano davvero strane. Sospese. Non si guardava la tv, perchè avevamo staccato l’antenna per sicurezza prima di partire. Bisognava riattaccare la caldaia per l’acqua calda. E riattaccare la corrente. Staccavamo tutto prima di partire, per sicurezza.

E poi c’era il frigorifero vuoto, cosa che a casa mia era assolutamete impensabile. Ed il disordine era autorizzato.

Mi piaceva particolarmente quella sensazione di disorganizzazione che si prova dopo un rientro dalle ferie. Sarà perchè a casa mia è sempre stato tutto preciso e organizzato, quella situazione diversa mi esaltava. Soprattutto la cena. Perchè non eravamo organizzati quindi si improvvisavano toast, pizze o piadine. Sulle tovagliette americane, che in casa mia si tiravano fuori solamente in situazioni particolarmente disperate  =)

Anche andare a dormire era diverso. Era davvero tutto sospeso. Sembrava di sentire i rumori delle lancette degli orologi muoversi. E i grilli fuori, che non c’erano.

Era come se la casa sospirasse, perchè anche per lei dopo poche ore sarebbe ricominciato il trantran…

Io sto con Plutone!

27 lug

Cioè..poi capitano queste giornate fuori luogo, come solo un 27 luglio piovoso freddo e scuro può essere, e tu girovagando annoiata senza meta sul web scopri che Plutone non è più un pianeta! Cioè, non so se mi spiego…

PLUTONE E’ STATO DECLASSATO! NON E’ PIU’ UN PIANETA!!

Adesso è un “pianeta nano”…cioè…ma chi si è permesso?? Voglio dire…chi e perchè si può prendere la briga di decidere se uno può o non può essere un pianeta!?! Io capisco che la decisione è stata presa “dal congresso dell’Unione astronomica internazionale a Praga” nel 2006, ma spero almeno che qualche testone tra le nuvole ci sia stato che si sia battuto per i diritti di Plutone! Mo insomma!!

Se quando l’hanno scoperto hanno deciso che era un pianeta, doveva rimanerlo! Cioè voglio dire, è anche un affronto a quel poveretto di Clyde Tombaugh  che nel 1930 lo scoprì (Wikipedia docet!) Cioè..il congresso ha giustificato questa decisione dicendo che i criteri, stabiliti per la prima volta dagli astronomi, che definiscono le caratteristiche che deve possedere un corpo celeste per avere la dignità di pianeta, sono cambiati… ma cosa sono, delle mode i criteri?!?! Che cambiano col tempo?!?! Ennò eh… non ci sto mica io! Se i criteri erano quelli, quelli dovevano rimanere!

Cioè…adesso Plutone è un pianeta nano, insieme a un pianetuzzolo che si chiama banalmente “2003 UB313″…cioè, vogliamo mettere?!?! Non c’è paragone dai!! Capisco che è il più lento di tutti a fare un giro attorno al sole, che ci mette 247 anni, ma allora vogliamo discriminarlo solo per questo?!?! Anche io quando facevo trampolino elastico ero la più scarsa della squadra, ma nessuno mi ha mai declassata a “atleta nana”!! Questa è discriminazione bella e buona!!

Che poi, metaforicamente parlando, è come mettere sullo stesso livello Sailor Pluto e Chibiusa…! Oh ma vi ricordate le Sailormoon?!? Sailor Pluto era una stràfiQa super potente che quando compariva lei nei combattimenti, voleva dire che erano cazzi per tutti!! Mica come quella squinzia di Chibiusa che faceva solo la fighetta, come le dodicenni di oggi!!!

Perchè poi io mi metto nei panni di Plutone. Se da un giorno all’altro arrivasse un’equipe di scienziati che decidesse di declassarmi, da donna a “donna nana” (la mia altezza reale non conta -.-”)…cioè cazzo, io mi incazzerei di brutto!! E solo perchè sono cambiati i criteri di classificazione… no no no!! Da stràfiQa  a fiQa… non esiste proprio! E almeno io potrei dire qualcosa…sto povero Plutone non ha nemmeno potuto battersi per i suoi diritti di pianeta!!!!

Sono profondamente amareggiata!

Perchè poi sta cosa mi fa sentire anche incredibilmente vecchia… cioè.. io potrò raccontare ai miei figli “Sai tesoro, quando la mamma era giovane, e di belle speranze, Plutone era un pianeta!!” e loro “oooooohhhhhhh!!!” Cioè…quello che una volta era considerato grande, speciale, spettacolare, pianeta… ora nella società contemporanea non lo è più. E’ declassato a qualcosa di “nano”…

Come la Giulietta ed il SUV, il telegramma e il cellulare, il primo computer gigante ed i portatili minuscoli…

Ma il vintage insegna… e anche per Plutone arriverà il giorno del riscatto!!

 

…è una soap, e c’ho le prove!

15 lug

…che a volte poi mi sento pure in colpa, perché quando esco con le mie amiche
per berci qualcosa e fare due chiacchiere, sono sempre io quella che tiene
banchetto con le sue vicende quotidiane!
Si perché è assurdo..cioè..se non fossi proprio io in prima persona, io io
personalmente a vivere la mia vita, e qualcuno venisse a raccontarmela,
sinceramente non ci crederei… Non fa in tempo a risolversene una che subito ne
succede un’altra…
La vita non è un film, cantavano gli articolo 31… ma la mia si avvicina molto
a una soap opera americana…o a quelle commedie idiote, dove di solito la
protagonista è Jennifer Aniston, o a tratti anche Bridget Jones, in cui
succedono cose assurde e improbabili, che poi alla fine riescono sempre a
strapparti quell’ “ooooohhhh!” di stupore e finta estasi finale, ma quando esci
dalla sala del cinema dici “maffigurati!!!”

Quindi riflettendoci un po, in queste giornate annoiate dove il caldo toglie
anche la voglia di fare pensieri razionali e sensati, sono arrivata alla
conclusione che io vivo in una specie di “The Truman show”… e c’ho le prove…

1- Nella mia vita sono presenti, con legami più o meno stretti, personaggi
totalmente assurdi che se non fossero un concentrato di caratteristiche messe
insieme a tavolino, dubito che potrebbero convivere naturalmente nello stesso
individuo. O per lo meno, se questo fosse possibile, tale individuo non
sopravviverebbe per più di 5 giorni.

2- Mi è capitato di assistere a discorsi che non possono essere altro che un
copione scritto da un ingegnoso autore flippato, in compagnia della fatina
verde del Moulin Rouge… rifiuto categoricamente di credere che la mente umana
possa essere in grado di partorire spontaneamente certe cose.

3- Ci sono luoghi che non ho mai frequentato e mai visto, nonostante si
trovino anche vicino a casa mia. Nel senso che ogni volta che organizzo
qualcosa per andare in determinati posti, c’è sempre un imprevisto assurdo del
cavolo che fa saltare il viaggio. Ad esempio l’Aquafan…ce l’ho a mezz’ora di
macchina o poco più, e non sono mai riuscita ad andare…piuttosto son stata in
un parco acquatico sperduto sulle montagne anconetane, ma non all’aquafan. Da
qui deduco che la cupola del mio show non ricopra l’aquafan, quindi non potrò
mai andarci…

4- Lo stesso vale per i viaggi all’estero. Sono stata solo in nazioni vicine
all’Italia e facilmente raggiungibili in nave e macchina. Al massimo mi sono
spinta fino a Londra e in Egitto. Non sono mai riuscita ad avvicinarmi alla
Spagna, ad esempio… forse la mia cupola non è abbastanza larga!

5- Ho amici che pur non lavorando riescono a vivere decorosamente e fare tutto
quello che vogliono, aquafan e vacanze in Spagna comprese. Ho amici che dicono
di lavorare, ma che non ho mai visto nemmeno allacciarsi le scarpe. Ho amici
che sono all’università da millant’anni, e da millant’anni gli mancano due
esami per laurearsi…ma ciò non accade mai. Da qui deduco che percepiscano tutti
un decoroso stipendio da attori e comparse, con tanto di vitto e alloggio
garantito.

6- Ogni volta che progetto di fare qualcosa di particolare, fuori
dall’ordinario o di improvvisato che magari, deduco, non sia contemplato nella
sceneggiatura iniziale della mia vita, magicamente e inspiegabilmente il mio
conto in banca va in rosso e mi ritrovo con 2 euro…

7- Ci sono persone che entrano ed escono dalla mia vita con motivazioni
assurde e al limite dell’immaginabile.. del genere “Tu quella volta in terza
elementare non hai voluto scambiare la merenda con me, e adesso che me ne sono
ricordata non ti parlerò più per tutta la vita!” e scompare dalla faccia della
terra. Oppure chi ricompare dopo vent’anni con un messaggio sul cellulare
“Ciao, ti ricordi di me?!?”…e dopo diventa il tuo migliore amico. O c’è anche
chi entra ed esce in continuazione, con una facilità incredibile che dici
“BOH!!”… e qui mi viene da dire che giustamente, al di fuori della mia cupola
ognuno ha la vita sua quindi ci sta che per vari motivi debba allontanarsi dal
set!

8- E’ sempre colpa mia! Cioè…
anche quando io sono la “vittima” e quella che ci
rimette, gli autori riescono sempre a creare copioni per gli altri in cui con
giri di parole assurdi, atteggiamenti e comportamenti mi fanno passare dalla
parte del torto!! O per lo meno tentano, perché poi a me il dubbio rimane!!
E perché far passare dalla parte del torto me??! Perché sono la protagonista
dello show e ormai la gente s’è appassionata alle mie storie!!

Pesaro vuol dire famiglia.

4 lug

Poi Facebook ti chiede dove vivi, e tu hai sempre risposto Pesaro. No, non più. Dopo cinque anni, alla domanda “dove vivi” devi rispondere Lugo. Perché Pesaro è finita. La città più noiosa d’Italia ora senti che ti manca da morire. E quando per l’ ultima volta sei salita in macchina, lasciando l’appartamento di Veronica in via Paterni, prima di andare a prendere l’autostrada hai voluto farti un giro per rivedere alcuni posti. Per imprimerli un’ultima volta nel cuore. Viale Trieste, Viale Gorizia, la mitica Via Monfalcone, Panoramica, strada Tribunale, via Picciola, il centro, Piazzale Matteotti e Piazzale Primo maggio. La stazione, i bagni sottomonte, gli alloggi ERSU, la Cira, lo Charme e lo studio di Morosini. Tutto, anche quello che non vuoi. Quello che magari per cinque anni hai vissuto come una noiosissima gabbia, in cui non facevi altro che trovare difetti e di cui non facevi altro che lamentarti. Ma ora, torneresti indietro in un nano secondo. Pesaro, quella città di cui tutti ti dicevano male quando dicevi che saresti andata a studiare lì, che non c’era niente e non era una città universitaria, e tu non ci credevi. Poi hai dovuto dar loro ragione. Pesaro, l’unica città al mondo in cui non c’è nemmeno un cartello stradale che indichi l’università, e i Pesaresi stessi non sanno che a Pesaro ci sia l’università. Pesaro, l’unica città, forse, con la facoltà sulla spiaggia ed una discoteca nel cortile posteriore. La città in cui gli appartamenti per gli studenti sono ampi, ben tenuti e poco costosi, con balconi e aria condizionata. Appartamenti che il 30 giugno al massimo devi lasciare perché i proprietari li affittano ai turisti per la stagione estiva. La città che nel suo piccolo ti ha messo in contatto, nudo e crudo, con realtà totalmente diverse dalle tue, e totalmente diverse tra loro, che ti hanno fatto crescere, aprire gli occhi, il cuore e la mente. La città in cui eri da sola a scoprire cose nuove e a volte dolorose, a decidere come affrontarle perché pensavi che potessero succedere solo nei film. Che poi è quella città che nel suo niente, ti ha fatto costruire i rapporti umani più belli e veri di sempre. Perché non ti trovavi con i compagni per uscire, ma ti trovavi con gli amici, quelli veri, per stare in casa a fare delle chiacchiere, con quello che le dispense offrivano ed una bottiglia di vino, spesse volte scadente. Rapporti che ti rimangono nel cuore, e vedi brillare in una serata di festa sulla spiaggia, quando salutandosi si piange e non ci si riesce a staccare, e leggendo biglietti di congratulazioni non si riescono a trattenere le lacrime. Quando non ti vorresti lasciare mai, ma sai che devi farlo. Perché la vita va avanti. Ma hai una certa serenità nel cuore, perché sai che quel che hai costruito li lo porterai sempre con te nella tua vita, indipendentemente da dove vivrai, se a Pesaro, a Lugo, ad Ancona, a Milano, a Londra o in Australia… La città che non puoi fare altro che ringraziare per averti portato nel cuore Chiara, Mary, Caterina, Veronica, Ilary, Tanya, Alessia, Linda, Alessandra, Alessia, Lidia, Angela, Jessica, Emile, Daniele, Francone, Jack, Spillo, Alberto, Geggio, Valerio, Antonio, Angelo, Simone, Luisa, Letizia, Ilaria, Paola, Elisa, Valentina, Margherita, Tiziana, Ilaria, Mara, DiGi, Alberto, Peter, Magistro, Andrea, Manni, Silvia, Peppe, Marco, Raffio e tutti quelli che con il loro modo di essere hanno reso migliore me e splendidi questi cinque anni. Le risate, gli scherzi, i gavettoni, i litigi, le lacrime, le incomprensioni, i consigli, le feste, le chiacchiere, i pranzi e le cene a orari improponibili, le strafogate notturne, le piade della Unta, i bagni al mare, le partite a calcetto, il karaoke, gli appunti passati e mai tornati indietro, le lezioni saltate e le firme fasulle… non dimenticherò nulla, promesso. Vi amo.

AzioneReazione

24 giu

Terzo principio della dinamica di Newton. Facilmente applicabile alla vita quotidiana in ogni suo ambito.

 

“Ad ogni azione  \mathbf{F}_{A} prodotta su un corpo A corrisponde sempre in un sistema inerziale una reazione su un altro corpo B uguale e contraria \mathbf{F}_{B} “.

In termini matematici:  \mathbf{F}_{A} = - \mathbf{F}_{B}

 

Non è difficile. Azione – Reazione.

 

Nonostante tutto tanta gente continua a non capirlo [leggi "si ostina a non volerlo capire."]

(Al)la faccia della delusione

8 giu

Fortunatamente sono una persona che nella sua vita ha dovuto aver poco a che fare con la Delusione, quella con la D maiuscola. Quella Delusione che viene dalle persone che riescono con i loro atteggiamenti e comportamenti a distruggere anche quelle poche cose positive che tu cerchi strenuamente di difendere, nella testa e nel cuore.

Forse è per questo che la cosa mi sconvolge così tanto e mi fa pensare così tanto. Forse è che non ci so fare l’abitudine, perchè non voglio abituarmi alla delusione. O forse semplicemente perchè COSI’ non l’avevo mai vissuta. Forse perchè non ero mai stata così tanto delusa. Paradossalmente a volte è il “post-fatto” che ti sconvolge di più, tutto quello che deriva dall’avvenimento, più che l’avvenimento in sè.

Che poi se ci pensi arrivi anche al punto di pensare “Ma IO dov’ero con la testa in quei momenti?! Come posso aver fatto a non accorgermene e a non capire?!?” Ci sono cose che da un certo punto in poi si dimostrano così palesemente nella loro verità, che tu ti chiedi come caspita hai fatto a non vederle prima. Boh. Paradossalmente ti colpevolizzi per aver permesso all’altra persona di deluderti. Ma non penso che sia il normale corso delle cose, forse è solo una mia devianza mentale.

E a volte la delusione è così grande da cambiare anche letteralmente il volto delle persone. Ci sono quelle persone che ti deludono che poi le incontri e dici “Lui?!?! Naaaa…!!” perchè proprio non le riconosci. Come quando incontri quelle persone che dici “Questa questa questa…l’ho già vista….dov’è che l’ho vista?!?!….aspetta aspetta aspetta…” ma proprio non riesci ad associare il volto al nome o al luogo o all’evento. Cioè, la vedi e ti sembra impossibile aver condiviso qualcosa con quest’altra persona…ma non per presa di posizione, perchè proprio il tuo cervello non la riconosce…non fa l’associazione mentale.

Non so se è normale. Ma a me succede. Ogni volta che ti incontro. Non ti conosco e non ti riconosco. Ma forse è solo una mia devianza mentale.

Tant’è.

Privè!

22 mag

“Io non faccio il privè per rispetto alla mia fidanzata!”      Ok. Ci sto.

E il rispetto per la Donna, dove lo mettiamo?

Io non voglio un fidanzato che rispetta me, ma non rispetta le Donne.

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